GLOSSARIOintorno alla donna, l'uomo, l'intimità e il sesso |
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aborto |
interruzione della gravidanza
prima del 180° giorno di amenorrea. Si distinguono un
aborto spontaneo e un aborto provocato. L'aborto provocato (IVG - interruzione volontaria di gravidanza) comprende l'interruzione volontaria di gravidanza; l'aborto illegale, che per le condizioni precarie in cui è svolto comporta gravi rischi (perforazione uterina, infezioni) e l'aborto terapeutico, cioè l'interruzione della gravidanza dopo il 90° giorno di gestazione, consentito dalla legge quando sussista un grave pericolo per la vita della donna o quando siano state accertate gravi anomalie del prodotto del concepimento. (1) |
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amenorrea |
assenza del flusso mestruale. Nel caso questo non sia comparso entro i 16 anni di età si parla di amenorrea primaria; può essere dovuta a malformazioni anatomiche (imperforazione dell'imene, agenesia dell'utero o della vagina, disgenesia gonadica) o a lesioni ipotalamiche o ipofisarie. Dopo tre mesi di sospensione del ciclo mestruale si parla di amenorrea secondaria, dovuta a disfunzioni ormonali, o a malattie generali. L'amenorrea fisiologica è legata alle situazioni di gravidanza, alattamento, menopausa: all'infuori di questi casi è bene rivolgersi a uno specialista. (1) |
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amniocentesi |
intervento di prelievo amniotico. Si pratica in anestesia locale, introducendo un ago attraverso la parete addominale fino a raggiungere l'utero. I componenti del liquido prelevato vengono quindi esaminati dal punto di vista fisico-chimico e citologico; si possono valutare inoltre le caratteristiche del corredo cromosomico fetale. L'amniocentesi precoce, eseguita entro le prime venti settimane di gravidanza, permette la diagnosi di alcune malattie del feto su base ereditaria come la sindrome di Down (monogolismo), le emoglobinopatie (come la talassemia), le malformazioni del sistema nervoso (l'anancefalia, la spina bifida). In questo modo è possibile decidere in tempo utile se proseguire o meno la gravidanza. Poiché l'amniocentesi, sia pure raramente (nel 0,5% dei casi), può provocare l'aborto, è indicata solo nei casi in cui ci sia l'effettiva possibilità che il feto sia colpito da una di queste malattie, perchè ci sono casi precedenti in famiglia. L'esame del liquido amniotico prelevato dopo la ventesima settimana serve essenzialmente per la diagnosi di maturità fetale e per la valutazione delle condizioni fetali in caso di isoimmunizzazione RH. (1) |
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antibiotici |
farmaci in grado di distruggere i microrganismi o di inibire la crescita, interferendo selettivamente su processi specifici del loro metabolismo cellulare. Hanno la caratteristiche di essere di origine biologica, anche se molti attualmente sono prodotti per sintesi o apportando modifiche alla struttura chimica dei composti naturali. Data l'elevata specificità dei loro effetti sul metabolismo batterico, vi sono marcate differenze nella suscettibilità dei microrganismi a essi. L'insieme degli agenti patogeni sensibili viene detto spettro d'azione di un antibiotico. L'azione può essere battericida o batteriostatica a seconda del farmaco o della dose impiegata. Il primo antibiotico a essere isolato è stata la penicillina. L'associazione di due o più antibiotici, singolarmente attivi sullo stesso germe patogeno, conduce talvolta a un effetto sinergico di somma o potenziamento, altre volte invece si ha antagonismo. Un aspetto problematico è rappresentato dal continuo aumento di ceppi resistenti. Le cause di questo fenomeno sono molteplici, compreso l'esagerato impiego di questi farmaci negli ultimi anni, che ha messo in luce sempre più anche il grande numero di effetti collaterali che essi provocano. Il problema è aggravato dall'uso spesso indiscriminato e non appropriato; dal loro frequente impiego sugli animali d'allevamento, e quindi dall'eventuale presenza nella carne o nel latte; dalla loro utilizzazione in dentifrici e in altre preparazioni, che solo raramente vengono impiegata sotto controllo medico. Altro motivo di inefficacia e di effetti collaterali è l'applicazione non scrupolosa della posologia e della durata del trattamento prescritte dal medico. (1) |
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antipiretici |
farmaci usati per combattere la febbre. Hanno attività di tipo sintomatico, poiché non agiscono sulle cause responsabili della febbre, ma sui vari meccanismi fisiologici che regolano la temperatura dell'organismo. Spesso hanno anche azione analgesica e antinfiammatoria. I più usati sono: paracentamolo, acido acetilsalicilico, diclofenone, naproxene. Altri possono avere vari effetti collaterali a breve o a lungo termine, che ne sconsigliano l'uso. Importante è associare l'assunzione di grandi quantità di liquidi, per evitare disidratazione, soprattutto nei bambini. (1) |
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bisessuale |
individuo adulto che si sente attratto eroticamente da persone di entrambi i sessi. Alcuni uomini e donne alternano il sesso del partner in maniera casuale, ma più spesso il soggetto bisessuale ha una chiara preferenza per l’uno o per l’altro sesso. (1) |
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bisessualità |
in biologia, l’esistenza nello stesso organismo degli apparati riproduttivi maschile e femminile. Tale condizione normale in certe specie animali, è invece nella specie umana sempre patologica e sinonimo di ermafroditismo vero (presenza di tessuto ovarico e testicolare). Sul piano psichico il termine, preso a prestito dalla biologia, indica la coesistenza di atteggiamenti maschili e femminili negli individui dell’uno e dell’altro sesso. In campo sessuologico definisce la condizione dell’individuo bisessuale. (1) |
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cancerogeno |
fattore di natura chimica, fisica o biologica in grado di innescare il processo di cancerogenesi e condurre così alla trasformazione della cellula normale in cellula neoplastica. Fra i composti chimici presenti in natura, soltanto una quarantina sono stati sicuramente identificati come cancerogeni nella specie umana, mentre per centinaia di sostanze esistono dati epidemiologici o sperimentali estremamente sospetti, ma non assolutamente incontrovertibili. Stabilire con certezza che una sostanza è cancerogena è molto più semplice che non l'escluderlo. Questo è possibile solo dopo molto tempo e molte ricerche. Fra le sostanze chimiche cancerogene la maggior parte ha relazione con l'ambiente di lavoro. L'arsenico (responsabile di tumori nei minatori, nei fonditori e negli addetti alla preparazione di leghe e smalti) è stato correlato a tumori polmonari, epatici o cutanei; l'asbesto (silicato di magnesio utilizzato per la produzione dell'amianto e per la costruzione dei freni di veicoli a motore) è responsabile di tumori pleurici (mesoteliomi); le amine aromatiche (benzidina e anilina), impiegate nella preparazione di vernici e gomme, sono legate allo sviluppo di tumori vescicali; il benzene è causa di leucemia tra i lavoratori dell'industria delle colle e delle vernici; il cloruro di vinile o PVC (costituente di materiali di vasto impiego) è stato posto in relazione con tumori epatici; il cromo e il nichel possono causare tumori polmonari. Gli idrocarburi aromatici (benzopirene, dibenzoantracene, ecc.) contenuti nei gas di scarico dei motori a scoppio e delle caldaie a gasolio, sono costituenti chimici normalmente presenti anche nel fumo di tabacco, a buon conto da ritenersi il principale agente cangerogeno presente nell'ambiente. L'incidenza del cancro del polmone è 10 volte più frequente nei fumatori e per di più il fumo è associato con un rischio più elevato di cancro del cavo orale, dell'esofago, del rene, della vescica e del pancreas. Un gran numero di sostanze (conservanti, additivi, antiossidanti) estranee ai principi nutritivi vengono quotidianamente introdotte nell'organismo con potenziale effetto cancerogeno: fra queste i nitrati (utilizzati nell'industria conserviera dei salumi) sono stati implicati nello sviluppo dei carcinoma dello stomaco e del colon-retto. Ma le stesse abitudini dietetiche possono favorire l'insorgenza di tumori; non solo le modalità di preparazione dei cibi (l'affumicatura, la cottura alla brace), ma la stessa composizione qualitativa della nostra dieta può agire in senso cancerogeno. Alcuni farmaci od ormoni sono stati ritenuti cancerogene: è il caso del dietistilbestrolo (derivato estrogenico utilizzato in passata per ridurre la minaccia d'aborto in gravidanza, e tuttora impiegato in zootecnica per aumentare la resa degli animali da macello) significativamente associato all'insorgenza di tumori vaginali (nella discendenza di donne che ne fecero uso in gravidanza) o di tumori uterini nelle donne trattate per disturbi della menopausa (l'associazione oggi consigliata col progesterone riduce molto il rischio). Molto farmaci antitumorali (specialmente gli alchilanti) hanno purtroppo azione mutagena e cancerogena. (1) |
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candidosi |
infezione causata da funghi del genere Candida, più frequentemente dalla specie Candida albicans. Candida albicans si riscontra abitualmente nel cavo orale, nella vagina e nel tratto gastrointestinale; in particolari condizioni può diventare infettante determinando la malattia. Tali condizioni sono rappresentate da fattori locali (umidità; macerazione cutanea; terapie locali con antibiotici e cortisonici) e fattori generali (uso prolungato di cortisonici, antibiotici, immunosoppressori; diabete, tumori, malattie debilitanti, deficit immunologici, gravidanza). Spesso la candidosi può essere la sola manifestazione di un diabete mellito non diagnosticato. Candida albicans penetra nell’organismo attraverso una ferita delle mucose o della cute. Le sedi cutanee maggiormente interessate sono gli spazi interdigitali delle mani e dei piedi, gli angoli della bocca, le pieghe cutanee, il tessuto periungueale (e solo in un secondo tempo l’unghia). Interessa la mucosa orale con la frequente infezione, detta mughetto, caratteristico del bambino. Determina, inoltre, vulvovaginiti (emissione di secrezione biancastra) e balanopostiti, anche a trasmissione sessuale. Le candidosi si manifestano con intenso eritema, fissurazioni simili a ragadi, erosioni, variamente rappresentate a seconda della sede interessata; sono presenti prurito di variabile intensità, bruciore vivo e dolore. Le candidosi tendono a cronicizzare e le recidive sono frequenti. La diffusione nel sangue può portare ad ascessi polmonari, endocarditi, meningiti, ascessi cerebrali, spesso causa di morte dei pazienti immunodepressi. La terapia consiste nell’eliminazione delle cause favorenti e in un corretto trattamento antimicotico locale e generale. (1) |
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castrazione |
asportazione delle ghiandole sessuali (testicoli nel maschio e ovaie nella femmina) chirurgica o traumatica. Può essere monolaterale o bilaterale; in quest'ultimo caso è seguita in entrambi i sessi dalla perdita totale della capacità riproduttiva e da sintomi di carenza ormonale. Da non confondere con la sterilizzazione. In terapia si ricorre alla castrazione chirurgica, generalmente in caso di patologia tumorale; la castrazione medica (in oncologia o in medicina della riproduzione) o farmacologica ottiene lo stesso risultato senza asportare le gonadi, ma mettendole a riposo mediante somministrazione di farmaci (antiormoni: antagonisti recettoriale, analoghi antagonisti, ecc.) e può essere reversibile. La castrazione nella femmina determina sintomi da mancata produzione ormonale e sterilità, ma non causa di per sé disturbi sessuali, mentre nel maschio la carenza ormonale che ne deriva determina la totale scomparsa del desiderio e un'attenuazione dei caratteri sessuali secondari, pur persistendo la possibilità di avere erezioni; la terapia androgena sostitutiva pone rimedio in modo completo a tale effetto negativo sulla libido e sui caratteri sessuali secondari. Talora utilizzata in passato per 'curare' l'ipersessualità maschile. Con un'accezione simbolica, nella psicanalisi il termine si riferisce a una situazione di perdita o a un complesso di situazioni limitanti che inibiscono il soggetto. (1) |
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ciclo mestruale |
processo periodico di cambiamenti che interessano la mucosa dell'utero, sotto il controllo di ormoni prodotti da ipotalamo, ipofisi e ovaie, la cui manifestazione più evidente è la mestruazione. Il ciclo mestruale ha una durata media di 28 giorni, e viene diviso in tre fasi. Il primo giorno è segnato dall'inizio delle mestruazioni, che durano da 3 a 6 giorni (fase mestruale). Dal 6° al 14° giorno gli estrogeni prodotti dal follicolo ovarico inducono l'aumento di spessore dell'endometrio (fase proliferativa o preovulatoria). Al 14°giorno con l'ovulazione, si forma il corpo luteo che, producendo progesterone, stimola dal 15° al 28° giorno la proliferazione delle ghiandole endometriali (fase secretoria o postovulatoria). Se è avvenuta la fecondazione, l'uovo si impianta circa al 20° giorno e la mucosa dell'utero mantiene queste caratteristiche; in caso contrario passa nella fase ischemica, che precede la mestruazione. (1) |
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cistite |
infezione acuta o cronica della vescica. I microrganismi, nella maggior parte dei casi, arrivano a quest’organo per via ascendente, provenendo dall’uretra o dai genitali esterni (la cistite è più frequente nelle femmine, per la maggior brevità dell’uretra e la frequenza di infezioni vulvovaginali). Più raramente l’infezione proviene dal rene o insorge per diffusione dagli organi vicini (appendice, colon ecc.). La vescica ha una notevole resistenza alle infezioni, quindi molto spesso la cistite si manifesta per la presenza di condizioni predisponenti, quali ristagno di urina nella vescica (come nel caso dell'ipertrofia prostatica), corpi estranei (calcoli), diverticoli, diabete. La cistite acuta si manifesta con disturbi quali eccessiva frequenza dello stimolo di urinare, dolore alla parte bassa del ventre (bruciore, crampo o tensione vescicale) o all’orifizio uretrale esterno, febbre (raramente) e malessere generale. Nelle urine è presente pus (piuria) e in alcuni casi sangue. La terapia si basa sulla somministrazione di antibiotici e di antidolorifici (antispastici, che riducono la contrazione della muscolatura vescicale). È anche importante che il soggetto rimanga a riposo e introduca molti liquidi. La cistite cronica molto spesso è l’esito di una forma acuta trascurata o non curata adeguatamente. La vescica nelle forme croniche può essere ulcerata o indurita e inestensibile, oppure possono formarsi delle escrescenze al suo interno (cistite granulosa, polipoide, follicolare, cistica). Alcuni farmaci usati nella chemioterapia oncologica possono dare origine a cistiti di tipo tossico, che è possibile prevenire con una protezione specifica. (1) |
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coito |
accoppiamento etero- o omosessuale che implica la penetrazione allo scopo di raggiungere l’appagamento sessuale o la procreazione. A seconda delle modalità di penetrazione si distinguono il còito vaginale, orale e anale (vedi anche rapporti sessuali). (1) |
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coito interrotto |
(o coitus interruptus), metodo contraccettivo che consiste nella brusca interruzione del coito mediante rapida fuoriuscita del pene dalla vagina prima dell’eiaculazione (non appena l’uomo ne avverte le contrazioni tipiche). È il metodo contraccettivo più antico e più utilizzato; ma, anche se praticato correttamente, dà una sicurezza scarsissima, poiché alcuni spermatozoi possono fuoriuscire frammisti a gocce di sperma già durante la fase dell’eccitamento, quindi molto tempo prima dell’eiaculazione vera e propria. Il coito interrotto inoltre ha ripercussioni psicologiche su entrambi i partner e sulla loro relazione sessuale per la difficoltà che pone ad abbandonarsi serenamente e totalmente all’amplesso. (1) |
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coitus reservatus |
coito nel quale l'uomo volontariamente non raggiunge l'orgasmo. Tipico dei popoli orientali. (1) |
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colposcopia |
metodo di indagine ginecologica che permette, mediante uno speciale apparecchio (colposcopio), di esaminare le parti dell’apparato genitale femminile a forte ingrandimento e con luci speciali. I vantaggi ottenuti con la colposcopia si sono rivelati di eccezionale importanza soprattutto per la diagnosi precoce del cancro del collo dell’utero, o di tumori vaginali. |
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consenso informato |
termine legale che definisce il diritto da parte del paziente di essere informato circa la terapia alla quale può essere sottoposto |
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concepimento |
fusione d’una cellula uovo con uno spermatozoo, che dà origine a un embrione. Verso la metà del ciclo mestruale, con l’ovulazione, l’uovo maturo viene espulso dall’ovaio e si immette nella tuba di Falloppio. Dopo un rapporto sessuale gli spermatozoi risalgono dalla vagina all’utero, fino alle tube. Se il rapporto avviene nei giorni che precedono o seguono immediatamente l’ovulazione, è possibile che uno degli spermatozoi penetri all’interno dell’uovo e lo fecondi, in un processo che dura circa 24 ore e che termina con la fusione dei due nuclei. L’elemento formatosi inizia subito a moltiplicare il numero delle sue cellule, discendendo contemporaneamente verso l’utero, che raggiunge in circa tre giorni. È stato calcolato che una donna giovane e sana che abbia rapporti due volte alla settimana per un anno ha il 90% di probabilità di concepire un figlio. Può accadere, d’altra parte, che una coppia non riesca ad avere figli, nonostante abbia rapporti regolari: con l’aiuto di uno specialista potrà ricercare i motivi della sterilità. (1) |
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contraccettivi |
(o anticoncezionali), farmaci, metodi o dispositivi utilizzati dall’uomo, dalla donna o da entrambi per prevenire il concepimento durante il coito. Il contraccettivo ideale deve soddisfare i requisiti di sicurezza, innocuità, reversibilità e accettabilità. (vedi anche contraccezione tecnologica) Non esiste al momento attuale un contraccettivo maschile paragonabile ad ee. alla pillola femminile. La cosiddetta "pillola del giorno dopo" non è da considerare un contraccettivo, ma un abortivo. (1) L’efficacia dei contraccettivi è misurata dall’indice di Pearl, che indica il numero di gravidanze in un anno su 100 donne che usino quel singolo contraccettivo. L’indice Pearl è tanto più basso quanto minore è il rischio (R) di gravidanza del metodo considerato. (1) Si distinguono i metodi contraccettivi naturali (coito interrotto, Ogino Knaus, Billings o metodo del muco cervicale, rilevazione della temperatura basale), contraccettivi di barriera (preservativo, diaframma, spirale) e contraccettivi chimici (spermicidi, ormonali). Gli ultimi arrivati sono i contraccettivi tecnologici assolutamente naturali e sicuri. |
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contraccezione |
metodo per prevenire in modo reversibile il concepimento durante il coito. Nella nostra società il ricorso alla contraccezione permette l'autodeterminazione responsabile del concepimento da parte della donna o della coppia. La vasta eco che la contraccezione assume nel dibattito culturale del nostro tempo nasce dalla forte coloritura emotiva che la scelta contraccettiva assume nella personalità umana implicando considerazioni di ordine morale, religioso,giuridico e psicologico. L'avanzare della ricerca scientifica in campo farmacologico e le campagne divulgative hanno portato la contraccezione nei Paesi sviluppati alla portata dei più, permettendo così, a chi è toccato dal problema, di decidere coscientemente se farvi ricorso e in che modo. La scelta del metodo contraccettivo implica un controllo attivo della propria fecondità. (1) |
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contraccezione tecnologica xxx |
si avvale di apparecchiature tecnologiche di nuova generazione con un sistema di intelligenza artificiale incorporato. |
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CORPO LUTEO |
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corpo luteo |
piccola formazione di dimensioni di una nocciola, che si forma nell’ovaio dopo che il follicolo ha espulso un ovulo. È costituito da cellule che secernono progesterone; se si instaura una gravidanza il corpo lùteo diventa corpo lùteo vero, o corpo lùteo gravidico, e continua la sua secrezione iniziando a regredire dopo il sesto mese di gravidanza; in assenza di gravidanza diventa corpo lùteo falso, o mestruale, e cessa la propria attività secernente in alcuni giorni (vedi anche ciclo mestruale). (1) |
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embrione |
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eiaculazione |
emissione dello sperma dall’uretra |
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endometrio |
tessuto che riveste internamente le pareti dell'utero |
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estrogeni |
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evirazione |
termine con il quale si indica la castrazione maschile |
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fecondazione |
unione dell’elemento sessuale maschile con quello femminile |
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feto |
nome dato all’embrione dopo il 3° mese di vita intrauterina |
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fibroma |
Tumore benigno del tessuto connettivale fibroso che si origina frequentemente nello stomaco, nell'intestino, nell'utero e nelle ovaie. Altrettanto comuni sono i fibromi ossei e quelli cutanei, che presentano una lenta crescita. Per quanto riguarda la forma uterina, è più esatta la definizione di fibromioma, mentre per quella ovarica si parla di leiomioma, un tumore benigno che si sviluppa da fibre muscolari lisce. |
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FIVET |
vedi inseminazione artificiale |
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follicolo |
formazione sferica dell'ovaio in cui sono contenute le cellule uovo |
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FSH |
ormone prodotto dall'ipofisi, che stimola, nella donna la crescita del follicolo ovarico e nell'uomo la produzione di spermatozoi |
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galattocele |
cisti che può formarsi durante l'allattamento, nel cui interno è contenuto del latte |
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galattorrea |
perdita di latte dal capezzolo mammario |
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gestazione |
periodo della gravidanza |
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glande |
estremità del pene, dove si apre il condotto da cui sono espulsi l'urina e lo sperma |
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gonadotropina |
sono due ormoni (FSH e LH) che esplicano la loro azione sull'ovaio e sono prodotti dall'ipofisi, ghiandola endocrina situata nel cervello |
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gonorrea |
Infiammazione della mucosa uretrale con secrezione purulenta provocata dal gonococco, detta anche blenorragia |
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gravidanza |
Stato
fisiologico in cui si trova la donna dal giorno del concepimento al
parto. Nella donna la gravidanza dura circa 280 giorni, mentre la
gravidanza legale è diversa nelle varie nazioni. Una diagnosi
precoce può essere effettuata tramite il test di gravidanza che
fissa la ricerca e il dosaggio del pregnandiolo nelle urine. |
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BIBLIOGRAFIA (1) (2) |
Metodo con SICUREZZA CONTRACCETTIVA attestata da studi clinici; Anche per donne con cicli irregolari; Efficace per rimanere incinta;