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1.Tradizioni dall'Antica Grecia 3.L'atteggiamento della chiesa 4.Metodi contraccettivi artific. 5.Metodi contraccettivi natur. 9.L'evoluzione di Ladycomp e BC
1.Tradizioni dall'Antica Grecia 3.L'atteggiamento della chiesa 4.Metodi contraccettivi artific. 5.Metodi contraccettivi natur. 9.L'evoluzione di Ladycomp e BC
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“In principio fu il Caos, da cui sorse dapprima la Terra (Gaia, Gea), poi Tartaro, la parte nebbiosa sotto la terra, una parte oscura e puramente immaginata. Quindi una terza divinità, Eros, l'amore…” (Esiodo nella Teogonia). Il gioco erotico fra maschio e femmina non è solo un fenomeno che si ripete in continuazione sin dai tempi antichi, ma è, per sua natura, una legge naturale che come scopo primario ha quello di conservare la specie. Ma già nel mondo antico l’uomo e la donna si lasciarono attirare da passioni e sentimenti d’amore che non avevano come scopo la procreazione, ma il gioco, il divertimento, il vivere sensazioni differenti e sempre più profonde.
Già allora nacque l’esigenza del controllare le nascite. In un antico papiro (Papiro di Ebers, 1600 a.C.) si legge: ”Imbevere un tampone di cotone in un composto di punte di acacia e miele e inserirlo in vagina fino a chiudere l’accesso all’utero”. Un altro scritto antico di Kahun (1900 a.C.) consigliava di: “Mescolare escrementi di coccodrillo con miele e impregnare la vagina di questo composto”.
Questi metodi, al di là dei suoi componenti base, sembrano ricordare le creme spermicide o il diaframma che ancora oggi vengono usati. Anche gli antichi Cinesi (oltre 2500 anni a.c.) usavano già ricette antifecondative. Frammentari sono invece le testimonianze che riguardano la contraccezione naturale, che parlano dell’allattamento prolungato al seno o di danze rituali.
Queste tecniche però non sono facilmente compatibili con lo stile di vita dell’uomo nella civiltà moderna.
Con il diffondersi del cristianesimo, si assiste, soprattutto nei paesi occidentali, ad un atteggiamento di rigidità a qualsiasi pratica contraccettiva, al punto da permettere anche nell'ambito matrimoniale solo dei rapporti tesi alla procreazione.
Nell’Enciclica Humanae vitae di Papa
Paolo VI è stato finalmente affrontata e chiarita la posizione della
chiesa cattolica nei confronti della regolazione delle nascite
all’interno di una coppia:
Con la scoperta della pillola anticoncezionale e la sua divulgazione a partire dal 1960 si era convinti di aver trovato finalmente la soluzione ottimale. Ma già dopo pochi anni si scoprirono gli effetti collaterali che riescono ad influenzare praticamente ogni organo della donna. Più di 30 effetti collaterali sono fino ad oggi stati documentati in riviste medico scientifiche. Oggi è risaputo che più a lungo la donna si espone all’uso della pillola, maggiore è il rischio di riscontrare dei problemi di salute seri a causa degli effetti collaterali. La dottoressa DR.G.Dallenbach-Hellweg, dell’Università di Mannheim in Germania scrive: “Ragazze e donne, che per anni assumono la pillola anticoncezionale, senza accurati controlli medici, rischiano danni gravissimi alla loro salute: infertilità, trasformazione delle ghiandole del seno, emorragie improvvise, danni ai genitali del nascituro, paralisi, e diversi tipi di tumori”. Dal Congresso Europeo sul cancro al seno che si è tenuto nel 2002 a BARCELLONA agli oncologi sono stati presentati dei dati di correlazione tra l’assunzione del contraccettivo orale e il tumore: “I numeri dicono che l’assunzione quotidiana di ormoni comporta un incremento del rischio di sviluppare una neoplasia al seno pari al 2,8% per ogni anno d’uso”. “Questo significa che dopo dieci anni, le donne che prendono la pillola hanno una probabilità di ammalarsi di tumore della mammella che è del 30% superiore rispetto a chi non ne fa uso, soprattutto dopo i 35 anni.”. Ma la pillola non è solo un fattore di rischio oncologico. I suoi effetti di manifestano sull’apparato cardiovascolare. “L’associazione di levonorgestrel e gestodene contenuta nelle cosiddette pillole ultraleggere è quella che comporta il maggior aumento di rischio di trombosi venosa: le probabilità che un evento di questo tipo si verifichi risultano addirittura raddoppiate rispetto alla norma in coloro che ne fanno uso”. A parte i principi morali o etici che inducono una donna ad assumere la pillola, bisogna quindi anche mettere il conto il rischio a cui si va incontro soprattutto se assunta per un lungo periodo. Il sesso femminile è regolato in modo finissimo da meccanismi sofisticati ed estremamente sensibili che non possono essere stravolti senza conseguenze. La pillola non agisce solo a livello locale sull’apparato riproduttivo ma influenza l’ipotalamo e l’ipofisi. La conseguenza di ciò è un’alterazione del quadro psico-neuro-biologico che può dare luogo a diverse patologie, come la depressione, la fatica cronica, i problemi circolatori e certi tumori, Ma allora, considerato tutto ciò, vale davvero la pena di sovvertire la Natura?
Ogni metodo contraccettivo ha un proprio periodo di diffusione a partire dalla cintura di castità nel Medioevo o l'austerità gotica. Per gli anni che vanno dall’anno 1000 a.C. al 1920 non è stato ritrovato alcun riferimento o dichiarazione sulla fertilità. Solo nel 1920 è stato scoperto dal giapponese Ogino e, nel 1924 dall'austriaco Knaus, che solo un preciso periodo del ciclo della donna è fertile. Questa scoperta ha costituito la base per tutti i metodi naturali. Solo più tardi si è giunti anche all'osservazione della temperatura corporea che offriva risultati, in una certa misura, più attendibili per la determinazione e la distinzione del periodo “non fertile” da quello fertile e poter quindi utilizzare i dati per la contraccezione e la procreazione. Negli anni cinquanta essendo quindi molto poche le conoscenze riguardo al ciclo mestruale della donna, la possibilità di adottare dei metodi di Pianificazione Familiare Naturale era piuttosto remota. L’unico metodo naturale conosciuto era appunto il metodo del Ritmo (Ogino-Knaus) che si basava sull’osservazione della lunghezza dei cicli e che è stato molto presto accantonato perché risultato poco sicuro (da 14 a 35 gravidanze indesiderate su 100 donne nell'arco di un anno)
Solo negli anni che seguirono fu scoperto che la temperatura basale (cioe' quella misurata al momento del risveglio, prima di alzarsi e di compiere qualsiasi attività) varia nelle diverse fasi del ciclo. Questa consapevolezza aumentò la sicurezza contraccettiva notevolmente, (da 5 a 9 gravidanze indesiderate su 100 donne nell’arco di un anno) anche se nell’applicazione pratica esistevano ancora dei rischi: la temperatura poteva variare anche per fattori esterni (es. leggero malessere) quindi era difficile dare una giusta interpretazione alla temperatura misurata con un termometro normale.
Una combinazione dell’osservazione della temperatura basale, della compattezza del muco e di altri fattori, portava al cosiddetto metodo sinto-termico e Billings oggi chiamato anche RNF (Regolazione Naturale della Fertilità). Studi condotti su campioni di donne selezionate in base ad un accurato e lungo insegnamento del metodo, riportavano percentuali assai basse di insuccesso. Molto alta invece si e' rilevata la percentuale di coppie che abbandonavano questo metodo, per difficoltà riscontrate nella sua applicazione.
Negli anni 90 alcune società iniziarono a distribuire prodotti che attraverso la misurazione dell’ LH (ormone luteotropo) dell’urina promettevano una sicurezza contraccettiva elevatissima. L’esperienza però ha ampiamente dimostrato che le indicazioni di questi “tester” non sono così esatte, e tante sono state e sono a tutt’oggi le gravidanze indesiderate alle quali hanno portato. Ormai è scientificamente provato che LH nell’urina della donna cambia solo ca. 2 giorni prima dell’ovulazione, troppo tardi per una contraccezione efficace, dato che gli spermatozoi del seme hanno capacità fecondativa per circa 5 giorni. Questi “tester” si presterebbero di più per donne che cercano una gravidanza piuttosto che il contrario.
Ogni tanto vengono messi in commercio altri tipi di fantomatici “tester” che dichiarano di rilevare l’ovulazione attraverso la saliva. Ricerche e Test indipendenti hanno però evidenziato che questi prodotti sono assolutamente inaffidabili, traendo in inganno l’inerme consumatore. (Effectiveness of Cycle Monitor sto Identy the Fertile Window: Prof. Dr. Günter Freundl del 26.03.2003).
“E’ necessario che una donna sia costretta ad adottare un metodo anticoncezionale che grava sulla sua salute, il suo benessere e la sua vita sessuale, solo perché durante il suo ciclo per ca. 7 giorni, 6 prima dell’ovulazione e uno dopo, potrebbe rimanere incinta?” Questa è la domanda che molte donne ma anche il Dr.Hubertus Rechberg (Germania) si è posto. La risposta è stata „NO“ ed è stato allora - nel 1987 - che il metodo contraccettivo da lui ideato e sviluppato, assieme a ginecologi, programmatori e biomatematici, ha preso forma.
Così
è nato BabyComp
l’unico vero minicomputer per la Pianificazione Familiare
Naturale, per la contraccezione e procreazione, Un metodo che da una parte
è sicuro, dall‘altra naturale e semplice da usare. BabyComp
della prima generazione è stato sottoposto a molteplici test
clinici. Tutti hanno dato lo stesso esito: “altamente
affidabile.” BabyComp basa le sue indicazioni giornaliere sui
dati acquisiti della temperatura basale della donna, paragonandoli con
quelli di migliaia di cicli mestruali già presenti nel programma e
sviluppando dei calcoli biomatematici e statistici. Grazie a questo e alla
grandissima mole di dati che solo un computer riesce ad elaborare BabyComp
da indicazioni sicure di fertilità anche prima dell’ovulazione.
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Aggiornato il: 23 September 2009 |
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