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Sommario
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Sono state valutate le
possibilità ed i limiti della registrazione della
temperatura basale del corpo come un'aggiunta nella gestione
dell'infertilità. Per accertare la sua precisione come
indice di ovulazione, sono state analizzate 172 tabelle da
tre diversi medici. La norma ha dato precise e positive
quote al 90%, mentre la quota negativa ha riportato solo il
2%. I restanti grafici sono stati classificati come non
interpretabili, probabilmente riflettevano problemi di
misurazione. Una valutazione retrospettiva di 210
registrazioni bifasiche ha mostrato che nel 75% dei casi il
valore termico più basso (nadir) avviene entro un giorno
dall'impulso dell'ormone luteinizzante (LH) presente
nell'urina e entro due giorni nel 90% dei casi quando viene
stimato. |
Questo conferma che la
temperatura basale del corpo è una guida oculata per
identificare il periodo preovulatorio. In più i risultati di
uno studio condotto ad investigare come le pazienti
esperte registrassero giornalmente la temperatura basale del
corpo, suggerisce che il metodo è ben accettato da un'alta
percentuale di donne. Da tutto ciò sembra che ci siano molte
indicazioni che i grafici della temperatura possano essere
applicati. Lo sviluppo di sistemi elettronici può aumentare
la rivalutazione, l'accettabilità e l'applicazione della
temperatura basale del corpo come indice della fertilità.
Temperatura basale del corpo;
LH test; infertilità; ovulazione. |
Introduzione
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Dall'osservazione della
temperatura basale del corpo è stato dimostrato che il
ciclo
mestruale ha due fasi; ciò fu riportato da William S. Squire
nel 1868 durante la direzione de "Obstetrical Society" di
Londra [1] (durante il trattato di ...). Anche Mary Putnam
Jacobi, uno dei migliori medici-donne americani [2], rilevò
che nella temperatura basale della donna esistevano due
fasi. Entrambi però non riuscirono a collegare questa
scoperta con l'ovulazione. Una possibile relazione fra il
collocamento nel tempo dell'ovulazione ed il cambiamento
della temperatura basale del corpo fu direttamente suggerita
nel 1904 dal ginecologo olandese Theodor Hendrik van de
Velde [3]. Successivamente, nel 1926, egli chiarì che il
corpo luteo era responsabile dell'innalzamento della
temperatura nella seconda metà del ciclo e che la fine
dell'attività del corpo luteo provocava la comparsa della
mestruazione. Egli, quindi, determinò chiaramente che il
mutamento della temperatura era collegato all'ovulazione
[4].
Dopo quel tempo ecco che fu
evidenziato il vantaggio del grafico della temperatura
basale
per l'impiego clinico [5-8] e
fu largamente applicato come metodo semplice e poco
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costoso per determinare se
avveniva l'ovulazione ed il collocamento della stessa nel
ciclo mestruale.Comunque, dal grafico della temperatura
basale del corpo, è stato sovente supposto che entrambi
fossero in concomitanza con l'interpretazione retrospettiva,
in confronto a quello che attualmente può fornire. Come
conseguenza fu esaminata l'importanza dei dubbi che potevano
manifestarsi riguardo alla concreta possibilità ed
applicazione delle tabelle della temperatura basale del
corpo. Inoltre, recenti sviluppi di nuovi metodi e la
tecnica permettono una più accurata predizione e
rivelazione dell' ovulazione e accrescono le domande per il
continuo impiego della temperatura basale nella diagnosi e
nel trattamento dei problemi di infertilità.
Il presente studio intende
rivalutare l'attendibilità del metodo come pure scoprirne le
possibilità ed i limiti nella gestione della fertilità. In
aggiunta viene valutata l'accettabilità da parte delle
pazienti e le loro personali esperienze con l'elaborazione
dei grafici della temperatura. L'applicazione del metodo ed
il potenziale ruolo che possono giocare i nuovi sistemi di
misurazione computerizzati, viene ulteriormente discusso. |
Attendibilità della registrazione della temperatura
basale del corpo
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Fondamentalmente la
registrazione della temperatura basale del corpo fornisce
informazioni sull'esistenza di esempi bifasici e monofasici.
Un grafico bifasico della temperatura basale è indice
dell'ovulazione e riflette gli effetti centrali
dell'incremento del livello di progesterone nel sangue
secreto per il funzionamento del corpo luteo [7].
Comunque l'ovulazione è stata
riportata nel 3%-20% dei grafici monofasici, quando sono
basati su criteri ormonali e ... [8-12].
Da un lato le possibilità che
potrebbe dare un grafico della temperatura, esaminato
durante cicli anovulatori, sono pressoché nulle [8,12].
Questi dati suggeriscono che il metodo ha di fatto
un'elevata specificità, definita come capacità
d'identificazione veramente negativa, mentre la
suscettibilità, come capacità d'identificazione, veramente
positiva ed è stato considerato variabile secondo i
differenti studi.
La precisione
nell'identificare esempi di registrazione della temperatura
basale è principalmente soggetto a fattori connessi al
metodo stesso e dall'interpretazione di chi osserva. Fattori
connessi la metodo includono: registrazioni improprie,
indisposizione, dieta, medicinali ed esempi di sonno
disturbato, oppure incapacità di raggiungere un adeguato
livello di progesterone che assicura un effetto termogeno.
Una corretta interpretazione
della registrazione è stata comunemente associata alla
conoscenza e all'esperienza dell'osservatore.
Il maggior numero degli studi
pubblicati hanno valutato l'attendibilità del grafico della
temperatura basale ed hanno espresso i loro risultati con
esempi bifasici, monofasici e non interpretabili. Comunque
una tale valorizzazione di fatto non è sempre veramente così
chiara, specialmente quando si basa su criteri soggettivi
[14].
Sono state analizzate
indipendentemente da tre distinti medici 172 tabelle di 54
donne con un ciclo regolare (in media 3,2 +/- 1,7 SD, una
serie di 1-6 tabelle per donna), per scoprire quale effetto
potesse avere un evento scarsamente definito oppure errato
nella lettura della temperatura basale, come indice di
ovulazione. Essi non erano a conoscenza della storia clinica
delle pazienti e dovevano interpretare, secondo i propri
criteri interpretativi, se le registrazioni avessero
requisiti bifasici, monofasici o non interpretabili. 112 dei
cicli (65%) erano spontanei, 60 cicli (35%) erano stati
stimolati giornalmente, dal 3° all'8° |
giorno del ciclo, con 100 mg
di "clomiphene citrate (CC) - Serophene, Serono - Ginevra,
Svizzera". Tutti i cicli erano ovulatori come confermato
giornalmente in vagina dal monitor ad ultrasuoni (?) [15]. I
tre medici avevano preso parte agli studi operati nella
nostra Divisione di Riproduzione endocrinologa e della
Fertilità ed avevano diversi gradi di esperienza riguardo
l'interpretazione delle tabelle della temperatura basale.
L'osservatore A era stato recentemente introdotto alla
facoltà, l'osservatore B era un ginecologo esperto e
l'osservatore C era un medico interno del reparto di
Ostetricia e Ginecologia. I risultati ottenuti sono stati
evidenziati nella fig. 1. Il numero delle registrazioni
identificate come bifasiche erano 170 (98,8%)
dall'osservatore A, 157 (91,3%) dall'osservatore B e 140
(81,4%) dall'osservatore C, attribuendo in media indici
positivi al 90,5%.
Qui c'erano due tabelle
classificate come monofasiche dall'osservatore B, 5
dall'osservatore C, che indicano rispettivamente indici
erroneamente negativi all'1,3%. Le restanti tabelle 2
(1,3%), 13 (7,5%) e 27 (15,7%) sono state classificate dai
rispettivi osservatori come non interpretabili. Qui non
c'era una sostanziale differenza nell'interpretazione delle
registrazioni dei cicli spontanei o stimolati con CC. In
questo studio le conclusioni considerate relative agli
indici positivi, coincidono con i dati riportati nella
letteratura [8,10,12] e riconfermano le discrepanze,
concernenti l'interpretazione della temperatura basale, fra
gli scrutatori. Comunque, in questo studio, le siffatte
discrepanze si fondano per lo più dal numero delle tabelle
considerate come non interpretabili. L'osservazione di
questi esempi irregolari, che può probabilmente riflettere
problemi metodologici e/o tecnici piuttosto che un fatto
registrazioni definite monofasiche, pare essere la causa
maggiore dell'errata interpretazione e, quindi, potrebbe
giustificare simili discrepanze degli studi.
La forza del criterio usato
per definire un esempio bifasico sembra essere associata
all'esperienza dell'osservatore. In questo studio la bassa
percentuale (2%) di esempi chiaramente "falsi-negativi"
fonda i contributi della validità e sicurezza del grafico
della temperatura basale come indice di ovulazione. Inoltre
queste conclusioni suggeriscono che si possa sostanzialmente
ridurre l'incidenza di registrazioni definite non
interpretabili e si possa perfezionare l'aspetto relativo ai
criteri interpretativi solo attraverso successive
raffinatezze tecniche della misurazione [14]. |
La
predizione dell'ovulazione
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L'anticipazione
dell'ovulazione si avvale di un coincidente grafico della
temperatura basale lungamente utilizzato per aiutare il
concepimento e per stabilire il periodo dell'inseminazione.
I due più comuni indizi per
il grafico della temperatura basale come metodo simultaneo
della predizione dell'ovulazione è un abbassamento (nadir)
della curva, che segnala l'avvicinarsi dell'ovulazione, e un
successivo improvviso rialzo nel mezzo di due successivi
giorni che rivelano l'ovulazione. Sebbene ora, e a ragione,
sia accettato che il grafico della temperatura sia un
segnale inattendibile per la predizione dell'ovulazione
[16], può ancora essere ben utilizzato come un semplice
metodo per l'identificazione retrospettiva di un presunto
giorno dell'ovulazione.
Fra i numerosi parametri
usati per determinare il giorno dell'ovulazione,
l'identificazione dell'impulso dell'ormone luteinizzante
(LH) sembra essere l'indice più attendibile dell'imminente
ovulazione. In passato è stato messo in rilievo da
differenti studi la relazione fra l'abbassamento termico
(nadir) ed il manifestarsi dell'insorgenza dell'ormone
luteinizzante (LH).
In serie si accertò
l'attendibilità della temperatura basale nella predizione
retrospettiva dal primo giorno dell'insorgenza di LH
nell'urina; sono state analizzate 210 registrazioni di 88
pazienti (1,8, SD +/- 0,7, una media di 1-4 cicli per
pazienti) che erano state sottoposte all'inseminazione
intrauterina con lo sperma dei loro rispettivi mariti. 90
cicli (45%) erano spontanei e 116 cicli (55%) erano stati
stimolati giornalmente, dal 3° all' 8° giorno del ciclo, con
100 mg di CC (Serophene, Serono). Il controllo
dell'insorgenza dell'ormone luteinizzante (LH) veniva
effettuato mattina e sera con un campione di urina per mezzo
del LH - Color test (Orgnon, Oss, Paesi Bassi); si era
scoperto che il picco di LH si manifestava dalle 16 alle 28
ore prima dell'ovulazione. Sono state riferite le
caratteristiche di questo test, come pure l'attendibilità
clinica per la predizione del periodo di ovulazione |
[21]. Tutti i cicli inclusi
nello studio riflettevano, presumibilmente, l'evento
dell'insorgenza di LH nell'urina al di sopra di 50
U/l, ed erano ovulatori come confermato giornalmente in
vagina per mezzo degli ultrasuoni [15].
La riproduzione
endocrinologa, sperimentata con l'innalzamento della
temperatura basale del corpo e senza conoscere i risultati
precedenti delle pazienti, ha richiesto l'esame della
tabelle e ha predetto retrospettivamente il giorno
dell'insorgenza di LH per determinare il valore
termico più basso (nadir). Il giorno dell'insorgenza di LH
veniva considerato come giorno 0 ed il numero dei cicli, in
cui il valore termico più basso differiva dall'insorgenza di
LH, venivano espressi come percentuale cumulativa per
ciascun giorno seguente. I risultati ottenuti in questa
ricerca sono stati evidenziati nella fig. 2. Non c'erano qui
differenze nella relazione fra valore termico più basso
(nadir) e l'insorgenza di LH (ormone luteinizzante) fra i
cicli spontanei e cicli stimolati con CC. In 66 casi (31,5%)
l'insorgenza di LH avveniva il giorno del valore termico più
basso, in 157 casi (74,8%) quando veniva considerato +/- 1
giorno e in 193 casi (91,8%) il valore termico è iniziato
entro +/- 2 giorni dell'insorgenza di LH. Per tutti i
restanti casi l'insorgenza diminuiva più di 2 giorni dal
nadir.
Queste conclusioni coincidono
moltissimo con altri studi pubblicati relativi al valore
termico più basso della temperatura basale ed il giorno
dell'impulso dell'ormone luteinizzante [18-20] e
riconfermano l'inattendibilità della registrazione della
temperatura basale per la predizione dell'ovulazione.
Comunque, da una gestione
retrospettiva dei dati, è stato trovato che nel 75% dei casi
il valore termico più basso è stato osservato entro 1 giorno
dell'impulso di LH e un po' più del 90% dei casi 2 giorni
dove era condiderato. Questi risultati indicano che il
metodo della registrazione della temperatura basale può
ancora essere una ragionevole ed attendibile guida per la
determinazione retrospettiva della fase preovulatoria. |
Accettabilità
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A dispetto dell'uso estensivo
del grafico della temperatura basale nella pratica clinica e
l'attiva partecipazione delle richieste da parte delle
pazienti nella maggior parte degli studi riportati, non è
tuttavia molto ricompensato dagli avventori interessati al
metodo.
Sono state condotte
successive ricerche per accertare come le donne fossero
esperte nella registrazione giornaliera del grafico della
temperatura basale ed i fattori che avrebbero potuto
concernere le loro limitazioni nella procedura.
Per dare il via allo studio,
alle prime 100 pazienti che avevano frequentato il nostro "Division
of reproductive Endocrinology and Fertility", è stato
consegnato un questionario standard. Le risposte erano
ritornate anonime e sempre e solo volontariamente. Le prime
domande erano rivolte a dati demografici, educazione, tipo
di lavoro e motivo del consulto (del grafico). E' stato
chiesto alle pazienti il numero dei cicli che avevano tenuto
registrato sulle tabelle della temperatura basale (< 3, 4-6,
>7) e se questi erano stati collegati a: (a) ricerca
dell'ovulazione, (b) controllo di una cura, oppure (c) uso
volontario come metodo di autosservazione. Erano state
fornite 4 tipi di riposte per descrivere l'elaborazione del
metodo: (a) veramente noiosa, (b) noiosa, (c) poco noiosa,
(c) per niente noiosa. Infine era stato chiesto alle
pazienti se avevano considerato la registrazione della
temperatura basale a parte della cura e/o se ricercavano
l'una e l'altra: (a) un' esperienza positiva, (b)
un'esperienza negativa, oppure (c) indifferente.
Su 100 questionari
distribuiti ne erano ritornati 81. Quasi tutte le pazienti
avevano esperienze precedenti con il grafico della
temperatura e questo verrà analizzato oltre.
L'età media delle pazienti
era di 31,4 anni (SD+/- 4) classificate tra i 25 e 43 anni.
Il livello di educazione: 3 (4%) avevano solamente
completato la scuola elementare, 40 (50%) avevano completato
la scuola media e 37 (46%) avevano ricevuto un'educazione
superiore. In due casi le risposte, in relazione alla
situazione lavorativa, erano equivoche, 37 pazienti (47%)
lavoravano più di 20 ore alla settimana, 21 pazienti (27%)
lavoravano meno di 20 ore e le restanti 20 (26%) non avevano
un ruolo attivo.
Il motivo dell'impiego del
grafico era per 74 casi (92,5%) l'infertilità, altre ragioni
in 3 casi e non specificato in altri 3. Dal gruppo totale è
stato specificato che per 69 pazienti (89%) era d'uso
corrente la registrazione della temperatura basale oppure
avevano registrato la temperatura entro l'ultimo anno, altre
11 (14%) avevano sospeso le registrazioni per più di un
anno. Il numero dei cicli che le pazienti avevano registrato
sulle |
tabelle della temperatura
basale secondo le indicazioni è evidenziato nella Fig. 3.
Nella maggior parte dei casi (54,5%) l'impiego concerneva la
scoperta dell'ovulazione, in 35 casi (29%) utilizzavano il
metodo per controllare una cura e, in 20 casi (16,5%) veniva
giustamente impiegato come metodo di autosservazione. In
quasi la metà dei casi la registrazione della temperatura
basale era stata effettuata per via rettale, 2 pazienti
avevano misurato la temperatura in vagina, 1 registrava la
temperatura ascellare e 1 orale. In riferimento al grado di
pesantezza associato alla procedura è stato qualificato come
veramente noioso da 10 pazienti (12%), noioso da 23 (29%),
poco noioso da 35 pazienti (44%) e per niente noioso da 12
(15%). In risposta alle loro personali esperienze con il
metodo, 6 pazienti (7,5%) avevano espresso le loro
esperienze in termini negativi, 37 pazienti (46%)
consideravano positive le esperienze avute con la
registrazione della temperatura nel corso della loro
scoperta, per 37 pazienti (46%) era indifferente.
Fattori simili all'età delle
pazienti, la loro educazione o categoria di infertilità, non
hanno sostanzialmente avuto effetto sull'associazione del
grado di pesantezza e sulla pratica delle pazienti riguardo
al metodo. Infine, se si considera la situazione
occupazionale delle pazienti, è certo che una notevole
proporzione (73%) delle pazienti che lavoravano per più di
20 ore alla settimana si sono espresse in termini positivi
(appena o non noiosa) riguardo alla pratica del metodo in
confronto al gruppo delle pazienti che lavoravano meno di 20
ore alla settimana (47,5%) e al gruppo di chi non aveva un
ruolo attivo (40%) (x test:P<0,05). E' stato accertato
che, tra le pazienti che consideravano noiosa la
procedura del metodo, 5 donne su 6, avevano avuto
esperienze negative; tuttavia 10
pazienti (30%), benchè
ritenessero noiosa la procedura, avevano risposto di aver
avuto esperienze positive.
Queste conclusioni indicano
che, a dispetto della mancata partecipazione intensiva, il
metodo della registrazione della temperatura basale è ben
accetto da un'alta proporzione della popolazione delle
nostre pazienti. L'attivo coinvolgimento nella scoperta e/o
nella cura dei loro problemi di infertilità, come pure la
consapevolezza delle loro particolari possibilità
biologiche, sono motivi per cui sarebbe bene meditare e, per
questo, il metodo potrebbe essere considerato.
Anche se l'accattabilità
dell'uso può favorire l'avvento di nuovi e più pratici
sistemi di misurazione, rimangono tuttavia dei chiarimenti. |
Applicazione
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La registrazione della
temperatura basale offre il vantaggio di essere un metodo
naturale, attendibile e di costo efficace (?) per
determinare retrospettivamente ed identificare l'evento
dell'ovulazione. Imparate bene le possibilità ed i limiti,
la temperatura basale può ancora essere impiegata come un
prezioso strumento di ausilio nella diagnosi e nel
trattamento dei problemi di infertilità. La temperatura
basale serve a diverse funzioni: (1) dà una rapita ed
obiettiva impressione circa la lunghezza del ciclo,
possibile manifestazione dell'ovulazione e le
caratteristiche degli esempi mestruali; (2) indicazione
della frequenza e della scelta del periodo del rapporto
sessuale; (3) fornisce informazioni per stabilire il test
post-coito e la valutazione dei fattori cervicali. Da ciò
può facilmente valutare una grande proporzione di casi
normali, mentre per i casi incerti, o con risultati
negativi, può far prendere in considerazione l'impiego di
tecniche più sofisticate; (4) attesta una breve fase lutea
(< 11 giorni) e aiuta nella pianificazione di una biopsia
endometriale; (5) assiste nella distribuzione e
nell'interpretazione delle risoluzioni (di tipo) ormonali;
(6) visualizza gli effetti degli agenti indotti
dall'ovulazione.
Oltre all'applicazione nella
diagnosi e nel trattamento della
infertilità, l'impiego della
registrazione della temperatura basale può essere estesa,
come importante elemento, nella pratica della pianificazione
familiare.
A tale scopo, sono stati
sviluppati nuovi e sofisticati apparecchi elettronici per la
registrazione della temperatura basale che rendono il più
possibile semplice la registrazione e migliorano la
misurazione [22]. Il maggiore di questi è il termometro
orale |
che si avvale di un
micro-computer che, dopo ripetuti calcoli, emette in pochi
secondi informazioni attraverso il visore digitale.
Quest'apparecchio ha
incorporato nel programma del computer documenti di
misurazioni della temperatura basale. Sono incorporati degli
algoritmi che indicano la fase fertile e non fertile del
ciclo, se si è manifestata l'ovulazione e la presunta fase
più fertile del ciclo corrente. Alcuni apparecchi
permettono, inoltre, di stampare tutte le registrazioni
precedentemente memorizzate. Uno dei sistemi più sofisticati
è l'apparecchio BABY COMP (Valley Electronics, Eschenlohe,
Germany) che possiede un micro processore a 8 bit ed ha la
possibilità di tenere in memoria 48 cicli (4 anni). E' stato
inoltre programmato per riconoscere errori di operazioni. In
caso di variazioni anomale della temperatura o di
misurazioni tralasciate, l'apparecchio calcola
automaticamente le letture mancanti e queste non vengono
impiegate per la valutazione.
Per mezzo della pressione di
un tasto l'apparecchio viene informato se la paziente è, o
non è, mestruata. La possibilità che sia avvenuto un
concepimento viene indicato dopo 10-18 giorni ed i calcoli
dell'apparecchio si basano dal probabile giorno del
concepimento.
La possibilità di modificare
questi apparecchi e di sottoporli alla conoscenza
concernente i parametri che possono essere impiegati nelle
cliniche, perfezionerebbero persino l'affidabilità della
misurazione della temperatura basale, l'accettabilità da
parte delle pazienti come pure la sua applicazione clinica. |
Conclusione
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Il grafico della temperatura basale è
stato largamente usato come un'aggiunta importante nella scoperta della
fertilità. Il maggior vantaggio di questo metodo è associato alla sua
naturalezza, non è invasivo ed è di costo contenuto.
Negli ultimi anni, con
l'avvento di metodologie più sofisticate, sono sorti dubbi e
domande per il suo impiego corrente. Nel presente studio
l'affidabilità e l'applicazione del metodo sono state
affidate al contesto di attuali nuove gestioni tecniche
della fertilità.
Il metodo ha mostrato un'alta
sensibilità quando viene impiegato come indice di ovulazione
. Questo è in accordo con gli studi precedenti. Dalla nostra
ricerca sembra comunque che, quando si manifestano
registrazioni irregolari, vengono classificate come non
interpretabili e queste danno il maggior contributo ai
risultati errati. Future raffinatezze tecniche nella
registrazione e nella misurazione, potrebbero migliorare
ulteriormente l'accuratezza del grafico della temperatura
basale per la determinazione dell'ovulazione. La non
affidabilità della registrazione della temperatura basale in
termini di predizione dell'ovulazione comparata alla
determinazione dell'insorgenza dell'ormone luteinizzante |
(LH) nell'urina, è stata
riconfermata.
In aggiunta è stato
dimostrato che può tuttavia essere una guida attendibile
quando viene impiegato per l'identificazione retrospettiva
del presunto giorno dell'ovulazione.
In precedenza non è stato
riferito che la strada percorsa dalle nostre pazienti nella
registrazione giornaliera della temperatura basale del
corpo, ha dato loro fiducia riguardo al metodo.
Questo studio-pilota,
rappresentativo della popolazione delle nostre pazienti, ha
chiaramente suggerito che il metodo è ben accetto dalla
maggior parte delle donne. Anche se il 41% riteneva noiosa
la procedura, solo il 7,5% di esse ha riportato
un'esperienza negativa con il metodo. Ci sono molte
indicazioni a riguardo che indicano che il metodo possa
essere impiegato nello studio e nella gestione dei problemi
di fertilità. Oltre a ciò, si prevede che lo sviluppo di
nuovi apparecchi elettronici permetta l'incorporazione dei
dati pertinenti alla fertilità e potrebbe inoltre migliorare
l'attendibilità, l'accettabilità e l'applicazione della
registrazione della temperatura basale nella scoperta della
fertilità. |
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