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TRADUZIONE

 

ATTENDIBILITA', ACCETTABILITA' ED APPLICAZIONE

DELLA REGISTRAZIONE DELLA TEMPERATURA BASALE DEL CORPO

NELLA DIAGNOSI E NEL TRATTAMENTO DELL'INFERTILITA'

 

Antonio R. Martinez, Marcel H.A. van Hooff, Erik Schoute, Maartje van der Meer, Frank J.M. Broekmans e Peter G.A. Hompes

 

Division of Reproductive Endocrinology and Fertility, Department of Obstetrics and Gynecology, Free University Hospital, Amsterdam, The Netherlands

 

contraccezione con babycomp e ladycomp per mantenersi una salute perfetta. metodo della medicina alternativa

 

Sommario

Sono state valutate le possibilità ed i limiti della registrazione della temperatura basale del corpo come un'aggiunta nella gestione dell'infertilità. Per accertare la sua precisione come indice di ovulazione, sono state analizzate 172 tabelle da tre diversi medici. La norma ha dato precise e positive quote al 90%, mentre la quota negativa ha riportato solo il 2%. I restanti grafici sono stati classificati come non interpretabili, probabilmente riflettevano problemi di misurazione. Una valutazione retrospettiva di 210 registrazioni bifasiche ha mostrato che nel 75% dei casi il valore termico più basso (nadir) avviene entro un giorno dall'impulso dell'ormone luteinizzante (LH) presente nell'urina e entro due giorni nel 90% dei casi quando viene stimato.

Questo conferma che la temperatura basale del corpo è una guida oculata per identificare il periodo preovulatorio. In più i risultati di uno studio condotto ad investigare come le pazienti  esperte registrassero giornalmente la temperatura basale del corpo, suggerisce che il metodo è ben accettato da un'alta percentuale di donne. Da tutto ciò sembra che ci siano molte indicazioni che i grafici della temperatura possano essere applicati. Lo sviluppo di sistemi elettronici può aumentare la rivalutazione, l'accettabilità e l'applicazione della temperatura basale del corpo come indice della fertilità.

 

Temperatura basale del corpo; LH test; infertilità; ovulazione.

 

Introduzione

Dall'osservazione della temperatura basale del corpo è stato dimostrato che il ciclo mestruale ha due fasi; ciò fu riportato da William S. Squire nel 1868 durante la direzione de "Obstetrical Society" di Londra [1] (durante il trattato di ...). Anche Mary Putnam Jacobi, uno dei migliori medici-donne americani [2], rilevò che nella temperatura basale della donna esistevano due fasi. Entrambi però non riuscirono a collegare questa scoperta con l'ovulazione. Una possibile relazione fra il collocamento nel tempo dell'ovulazione ed il cambiamento della temperatura basale del corpo fu direttamente suggerita nel 1904 dal ginecologo olandese Theodor Hendrik van de Velde [3]. Successivamente, nel 1926, egli chiarì che il corpo luteo era responsabile dell'innalzamento della temperatura nella seconda metà del ciclo e che la fine dell'attività del corpo luteo provocava la comparsa della mestruazione. Egli, quindi, determinò chiaramente che il mutamento della temperatura era collegato all'ovulazione [4].

Dopo quel tempo ecco che fu evidenziato il vantaggio del grafico della temperatura basale

per l'impiego clinico [5-8] e fu  largamente applicato come metodo semplice e poco

 costoso per determinare se avveniva l'ovulazione ed il collocamento della stessa nel ciclo mestruale.Comunque, dal grafico della temperatura basale del corpo, è stato sovente supposto che entrambi fossero in concomitanza con l'interpretazione retrospettiva, in confronto a quello che attualmente può fornire. Come conseguenza fu esaminata l'importanza dei dubbi che potevano manifestarsi riguardo alla concreta possibilità ed applicazione delle tabelle della temperatura basale del corpo. Inoltre, recenti sviluppi di nuovi metodi e la tecnica permettono una più accurata predizione  e rivelazione dell' ovulazione e accrescono le domande per il continuo impiego della temperatura basale nella diagnosi e nel trattamento dei problemi di infertilità.

Il presente studio intende rivalutare l'attendibilità del metodo come pure scoprirne le possibilità ed i limiti nella gestione della fertilità. In aggiunta viene valutata l'accettabilità da parte delle pazienti e le loro personali esperienze con l'elaborazione dei grafici della temperatura. L'applicazione del metodo ed il potenziale ruolo che possono giocare i nuovi sistemi di misurazione computerizzati, viene ulteriormente discusso.

 

Attendibilità della registrazione della temperatura basale del corpo

Fondamentalmente la registrazione della temperatura basale del corpo fornisce informazioni sull'esistenza di esempi bifasici e monofasici. Un grafico bifasico della temperatura basale è indice dell'ovulazione e riflette gli effetti centrali dell'incremento del livello di progesterone nel sangue secreto per il funzionamento del corpo luteo [7].

Comunque l'ovulazione è stata riportata nel 3%-20% dei grafici monofasici, quando sono basati su criteri ormonali e ... [8-12].

Da un lato le possibilità che potrebbe dare un grafico della temperatura, esaminato durante cicli anovulatori, sono pressoché nulle [8,12]. Questi dati suggeriscono che il metodo ha di fatto un'elevata specificità, definita come capacità d'identificazione veramente negativa, mentre la suscettibilità, come capacità d'identificazione, veramente positiva ed è stato considerato variabile secondo i differenti studi.

La precisione nell'identificare esempi di registrazione della temperatura basale è principalmente soggetto a fattori connessi al metodo stesso e dall'interpretazione di chi osserva. Fattori connessi la metodo includono: registrazioni improprie, indisposizione, dieta, medicinali ed esempi di sonno disturbato, oppure incapacità di raggiungere un adeguato livello di progesterone che assicura un effetto termogeno.

Una corretta interpretazione della registrazione è stata comunemente associata alla conoscenza e all'esperienza dell'osservatore.

Il maggior numero degli studi pubblicati hanno valutato l'attendibilità del grafico della temperatura basale ed hanno espresso i loro risultati con esempi bifasici, monofasici e non interpretabili. Comunque una tale valorizzazione di fatto non è sempre veramente così chiara, specialmente quando si basa su criteri soggettivi [14].

Sono state analizzate indipendentemente da tre distinti medici 172 tabelle di 54 donne con un ciclo regolare (in media 3,2 +/- 1,7 SD, una serie di 1-6 tabelle per donna), per scoprire quale effetto potesse avere un evento scarsamente definito oppure errato nella lettura della temperatura basale, come indice di ovulazione. Essi non erano a conoscenza della storia clinica delle pazienti e dovevano interpretare, secondo i propri criteri interpretativi, se le registrazioni avessero requisiti bifasici, monofasici o non interpretabili. 112 dei cicli (65%) erano spontanei, 60 cicli (35%) erano stati stimolati giornalmente, dal 3° all'8°

 giorno del ciclo, con 100 mg di "clomiphene citrate (CC) - Serophene, Serono - Ginevra, Svizzera". Tutti i cicli erano ovulatori come confermato giornalmente in vagina dal monitor ad ultrasuoni (?) [15]. I tre medici avevano preso parte agli studi operati nella nostra Divisione di Riproduzione endocrinologa e della Fertilità ed avevano diversi gradi di esperienza riguardo l'interpretazione delle tabelle della temperatura basale.  L'osservatore A era stato recentemente introdotto alla facoltà, l'osservatore B era un ginecologo esperto e l'osservatore C era un medico interno del reparto di Ostetricia e Ginecologia. I risultati ottenuti sono stati evidenziati nella fig. 1. Il numero delle registrazioni identificate come bifasiche erano 170 (98,8%) dall'osservatore A, 157 (91,3%) dall'osservatore B e 140 (81,4%) dall'osservatore C, attribuendo in media indici positivi al 90,5%.

Qui c'erano due tabelle classificate come monofasiche dall'osservatore B, 5 dall'osservatore C, che indicano rispettivamente indici erroneamente negativi all'1,3%. Le restanti tabelle 2 (1,3%), 13 (7,5%) e 27 (15,7%) sono state classificate dai rispettivi osservatori come non interpretabili. Qui non c'era una sostanziale differenza nell'interpretazione delle registrazioni dei cicli spontanei o stimolati con CC. In questo studio le conclusioni considerate relative agli indici positivi, coincidono con i dati riportati nella letteratura [8,10,12] e riconfermano le discrepanze, concernenti l'interpretazione della temperatura basale, fra gli scrutatori. Comunque, in questo studio, le siffatte discrepanze si fondano per lo più dal numero delle tabelle considerate come non interpretabili. L'osservazione di questi esempi irregolari, che può probabilmente riflettere problemi metodologici e/o tecnici piuttosto che un fatto registrazioni definite monofasiche, pare essere la causa maggiore dell'errata interpretazione e, quindi, potrebbe giustificare simili discrepanze degli studi.

La forza del criterio usato per definire un esempio bifasico sembra essere associata all'esperienza dell'osservatore. In questo studio la bassa percentuale (2%) di esempi chiaramente "falsi-negativi" fonda i contributi della validità e sicurezza del grafico della temperatura basale come indice di ovulazione. Inoltre queste conclusioni suggeriscono che si possa sostanzialmente ridurre l'incidenza di registrazioni definite non interpretabili e si possa perfezionare l'aspetto relativo ai criteri interpretativi solo attraverso successive raffinatezze tecniche della misurazione [14].

 

La predizione dell'ovulazione

L'anticipazione dell'ovulazione si avvale di un coincidente grafico della temperatura basale lungamente utilizzato per aiutare il concepimento e per stabilire il periodo dell'inseminazione.

I due più comuni indizi per il grafico della temperatura basale come metodo simultaneo della predizione dell'ovulazione è un abbassamento (nadir) della curva, che segnala l'avvicinarsi dell'ovulazione, e un successivo improvviso rialzo nel mezzo di due successivi giorni che rivelano l'ovulazione. Sebbene ora, e a ragione, sia accettato che il grafico della temperatura sia un segnale inattendibile per la predizione dell'ovulazione [16], può ancora essere ben utilizzato come un semplice metodo per l'identificazione retrospettiva di un presunto giorno dell'ovulazione.

Fra i numerosi parametri usati per determinare il giorno dell'ovulazione, l'identificazione dell'impulso dell'ormone luteinizzante (LH) sembra essere l'indice più attendibile dell'imminente ovulazione. In passato è stato messo in rilievo da differenti studi la relazione fra l'abbassamento termico (nadir) ed il manifestarsi dell'insorgenza dell'ormone luteinizzante (LH).

In serie si accertò l'attendibilità della temperatura basale nella predizione retrospettiva dal primo giorno dell'insorgenza di LH nell'urina; sono state analizzate 210 registrazioni di 88 pazienti (1,8, SD +/- 0,7, una media di 1-4 cicli per pazienti) che erano state sottoposte all'inseminazione intrauterina con lo sperma dei loro rispettivi mariti. 90 cicli (45%) erano spontanei e 116 cicli (55%) erano stati stimolati giornalmente, dal 3° all' 8° giorno del ciclo, con 100 mg di CC (Serophene, Serono). Il controllo dell'insorgenza dell'ormone luteinizzante (LH) veniva effettuato mattina e sera con un campione di urina per mezzo del LH - Color test (Orgnon, Oss, Paesi Bassi); si era scoperto che il picco di LH si manifestava dalle 16 alle 28 ore prima dell'ovulazione. Sono state riferite le caratteristiche di questo test, come pure l'attendibilità clinica per la predizione del periodo di ovulazione

 [21]. Tutti i cicli inclusi nello studio riflettevano, presumibilmente, l'evento dell'insorgenza di LH  nell'urina al di sopra di 50 U/l, ed erano ovulatori come confermato giornalmente in vagina per mezzo degli ultrasuoni [15].

La riproduzione endocrinologa, sperimentata con l'innalzamento della temperatura basale del corpo e senza conoscere i risultati precedenti delle pazienti, ha richiesto l'esame della tabelle e ha predetto retrospettivamente il giorno dell'insorgenza di LH  per determinare il valore termico più basso (nadir). Il giorno dell'insorgenza di LH veniva considerato come giorno 0 ed il numero dei cicli, in cui il valore termico più basso differiva dall'insorgenza di LH, venivano espressi come percentuale cumulativa per ciascun giorno seguente. I risultati ottenuti in questa ricerca sono stati evidenziati nella fig. 2. Non c'erano qui differenze nella relazione fra valore termico più basso (nadir) e l'insorgenza di LH (ormone luteinizzante) fra i cicli spontanei e cicli stimolati con CC. In 66 casi (31,5%) l'insorgenza di LH avveniva il giorno del valore termico più basso, in 157 casi (74,8%) quando veniva considerato +/- 1 giorno e in 193 casi (91,8%) il valore termico è iniziato entro +/- 2 giorni dell'insorgenza di LH. Per tutti i restanti casi l'insorgenza diminuiva più di 2 giorni dal nadir.

Queste conclusioni coincidono moltissimo con altri studi pubblicati relativi al valore termico più basso della temperatura basale ed il giorno dell'impulso dell'ormone luteinizzante [18-20] e riconfermano l'inattendibilità della registrazione della temperatura basale per la predizione dell'ovulazione.

Comunque, da una gestione retrospettiva dei dati, è stato trovato che nel 75% dei casi il valore termico più basso è stato osservato entro 1 giorno dell'impulso di LH e un po' più del 90% dei casi 2 giorni dove era condiderato. Questi risultati indicano che il metodo della registrazione della temperatura basale può ancora essere una ragionevole ed attendibile guida per la determinazione retrospettiva della fase preovulatoria.

 

Accettabilità

A dispetto dell'uso estensivo del grafico della temperatura basale nella pratica clinica e l'attiva partecipazione delle richieste da parte delle pazienti nella maggior parte degli studi riportati, non è tuttavia molto ricompensato dagli avventori interessati al metodo.

Sono state condotte successive ricerche per accertare come le donne fossero esperte nella registrazione giornaliera del grafico della temperatura basale ed i fattori che avrebbero potuto concernere le loro limitazioni nella procedura.

Per dare il via allo studio, alle prime 100 pazienti che avevano frequentato il nostro "Division of reproductive Endocrinology and Fertility", è stato consegnato un questionario standard. Le risposte erano ritornate anonime e sempre e solo volontariamente. Le prime domande erano rivolte a dati demografici, educazione, tipo di lavoro e motivo del consulto (del grafico). E' stato chiesto alle pazienti il numero dei cicli che avevano tenuto registrato sulle tabelle della temperatura basale (< 3, 4-6, >7) e se questi erano stati collegati a:  (a) ricerca dell'ovulazione, (b) controllo di una cura, oppure (c) uso volontario come metodo di autosservazione. Erano state fornite 4 tipi di riposte per descrivere l'elaborazione del metodo: (a) veramente noiosa, (b) noiosa, (c) poco noiosa, (c) per niente noiosa. Infine era stato chiesto alle pazienti se avevano considerato la registrazione della temperatura basale a parte della cura e/o se ricercavano l'una e l'altra: (a) un' esperienza positiva, (b) un'esperienza negativa, oppure (c) indifferente.

Su 100 questionari distribuiti ne erano ritornati 81. Quasi tutte le pazienti avevano esperienze precedenti con il grafico della temperatura e questo verrà analizzato oltre.

L'età media delle pazienti era di 31,4 anni (SD+/- 4) classificate tra i 25 e 43 anni. Il livello di educazione: 3 (4%) avevano solamente completato la scuola elementare, 40 (50%) avevano completato la scuola media e 37 (46%) avevano ricevuto un'educazione superiore. In due casi le risposte, in relazione alla  situazione lavorativa, erano equivoche, 37 pazienti (47%) lavoravano più di 20 ore alla settimana, 21 pazienti (27%) lavoravano meno di 20 ore e le restanti 20 (26%) non avevano un ruolo attivo.

Il motivo dell'impiego del grafico era per 74 casi (92,5%) l'infertilità, altre ragioni in 3 casi e non specificato in altri 3. Dal gruppo totale è stato specificato che per 69 pazienti (89%) era d'uso corrente la registrazione della temperatura basale oppure avevano registrato la temperatura entro l'ultimo anno, altre 11 (14%) avevano sospeso le registrazioni per più di un anno. Il numero dei cicli che le pazienti avevano registrato sulle

 tabelle della temperatura basale secondo le indicazioni è evidenziato nella Fig. 3. Nella maggior parte dei casi (54,5%) l'impiego concerneva la scoperta dell'ovulazione, in 35 casi (29%) utilizzavano il metodo per controllare una cura e, in 20 casi (16,5%) veniva giustamente impiegato come metodo di autosservazione. In quasi la metà dei casi la registrazione della temperatura basale era stata effettuata per via rettale, 2 pazienti avevano misurato la temperatura in vagina, 1 registrava la temperatura ascellare e 1 orale. In riferimento al grado di pesantezza associato alla procedura è stato qualificato come veramente noioso da 10 pazienti (12%), noioso da 23 (29%), poco noioso da 35 pazienti (44%) e per niente noioso da 12 (15%). In risposta alle loro personali esperienze con il metodo, 6 pazienti (7,5%) avevano espresso le loro esperienze in termini negativi, 37 pazienti (46%) consideravano positive le esperienze avute con la registrazione della temperatura nel corso della loro scoperta, per 37 pazienti (46%) era indifferente.

Fattori simili all'età delle pazienti, la loro educazione o categoria di infertilità, non hanno sostanzialmente avuto effetto sull'associazione del grado di pesantezza e sulla pratica delle pazienti riguardo al metodo. Infine, se si considera la situazione occupazionale delle pazienti, è certo che una notevole proporzione (73%) delle pazienti che lavoravano per più di 20 ore alla settimana si sono espresse in termini positivi (appena o non noiosa) riguardo alla pratica del metodo in confronto al gruppo delle pazienti che lavoravano meno di 20 ore alla settimana (47,5%) e al gruppo di chi non aveva un ruolo attivo (40%) (x  test:P<0,05). E' stato accertato che, tra le pazienti che  consideravano noiosa la procedura del metodo, 5 donne su 6, avevano  avuto esperienze negative; tuttavia 10

pazienti (30%), benchè ritenessero noiosa la procedura, avevano risposto di aver avuto esperienze positive.

Queste conclusioni indicano che, a dispetto della mancata partecipazione intensiva, il metodo della registrazione della temperatura basale è ben accetto da un'alta proporzione della popolazione delle nostre pazienti. L'attivo coinvolgimento nella scoperta e/o nella cura dei loro problemi di infertilità, come pure la consapevolezza delle loro particolari possibilità biologiche, sono motivi per cui sarebbe bene meditare e, per questo, il metodo potrebbe essere considerato.

Anche se l'accattabilità dell'uso può favorire l'avvento di nuovi e più pratici sistemi di misurazione, rimangono tuttavia dei chiarimenti.

 

Applicazione

La registrazione della temperatura basale offre il vantaggio di essere un metodo naturale, attendibile e di costo efficace (?)  per determinare retrospettivamente ed identificare l'evento dell'ovulazione. Imparate bene le possibilità ed i limiti, la temperatura basale può ancora essere impiegata come un prezioso strumento di ausilio nella diagnosi e nel trattamento dei problemi di infertilità. La temperatura basale serve a diverse funzioni: (1) dà una rapita ed obiettiva impressione circa la lunghezza del ciclo, possibile manifestazione dell'ovulazione e le caratteristiche degli esempi mestruali; (2) indicazione della frequenza e della scelta del periodo del rapporto sessuale; (3) fornisce informazioni per stabilire il test post-coito e la valutazione dei fattori cervicali. Da ciò può facilmente valutare una grande proporzione di casi normali, mentre per i casi incerti, o con risultati negativi, può far prendere in considerazione l'impiego di tecniche più sofisticate; (4) attesta una breve fase lutea (< 11 giorni) e aiuta nella pianificazione di una biopsia endometriale; (5) assiste nella distribuzione e nell'interpretazione delle risoluzioni (di tipo) ormonali; (6) visualizza gli effetti degli agenti indotti dall'ovulazione.

Oltre all'applicazione nella diagnosi e nel trattamento della

infertilità, l'impiego della registrazione della temperatura basale può essere estesa, come importante elemento, nella pratica della pianificazione familiare.

A tale scopo, sono stati sviluppati nuovi e sofisticati apparecchi elettronici per la registrazione della temperatura basale che rendono il più possibile semplice la registrazione e migliorano la misurazione [22]. Il maggiore di questi è il termometro orale

 che si avvale di un micro-computer che, dopo ripetuti calcoli, emette in pochi secondi informazioni attraverso il visore digitale.

Quest'apparecchio ha incorporato nel programma del computer documenti di misurazioni della temperatura basale. Sono incorporati degli algoritmi che indicano la fase fertile e non fertile del ciclo, se si è manifestata l'ovulazione e la presunta fase più fertile del ciclo corrente. Alcuni apparecchi permettono, inoltre, di stampare tutte le registrazioni precedentemente memorizzate. Uno dei sistemi più sofisticati è l'apparecchio BABY COMP (Valley Electronics, Eschenlohe, Germany) che possiede un micro processore a 8 bit ed ha la possibilità di tenere in memoria 48 cicli (4 anni). E' stato inoltre programmato per riconoscere errori di operazioni. In caso di variazioni anomale della temperatura o di misurazioni tralasciate, l'apparecchio calcola automaticamente le letture mancanti e queste non vengono impiegate per la valutazione.

Per mezzo della pressione di un tasto l'apparecchio viene informato se la paziente è, o non è, mestruata. La possibilità che sia avvenuto un concepimento viene indicato dopo 10-18 giorni ed i calcoli dell'apparecchio si basano dal probabile giorno del concepimento.

La possibilità di modificare questi apparecchi e di sottoporli alla conoscenza concernente i parametri che possono essere impiegati nelle cliniche, perfezionerebbero persino l'affidabilità della misurazione della temperatura basale, l'accettabilità da parte delle pazienti come pure la sua applicazione clinica.

 

Conclusione

Il grafico della temperatura basale è stato largamente usato come un'aggiunta importante nella scoperta della fertilità. Il maggior vantaggio di questo metodo è associato alla sua naturalezza, non è invasivo ed è di costo contenuto.

Negli ultimi anni, con l'avvento di metodologie più sofisticate, sono sorti dubbi e domande per il suo impiego corrente. Nel presente studio l'affidabilità e l'applicazione del metodo sono state affidate al contesto di attuali nuove gestioni tecniche della fertilità.

Il metodo ha mostrato un'alta sensibilità quando viene impiegato come indice di ovulazione . Questo è in accordo con gli studi precedenti. Dalla nostra ricerca sembra comunque che, quando si manifestano registrazioni irregolari, vengono classificate come non interpretabili e queste danno il maggior contributo ai risultati errati. Future raffinatezze tecniche nella registrazione e nella misurazione, potrebbero migliorare ulteriormente l'accuratezza del grafico della temperatura basale per la determinazione dell'ovulazione. La non affidabilità della registrazione della temperatura basale in termini di predizione dell'ovulazione comparata alla determinazione dell'insorgenza dell'ormone luteinizzante

 (LH) nell'urina, è stata riconfermata.

In aggiunta è stato dimostrato che può tuttavia essere una guida attendibile quando viene impiegato per l'identificazione retrospettiva del presunto giorno dell'ovulazione.

In precedenza non è stato riferito che la strada percorsa dalle nostre pazienti nella registrazione giornaliera della temperatura basale del corpo, ha dato loro fiducia riguardo al metodo.

Questo studio-pilota, rappresentativo della popolazione delle nostre pazienti, ha chiaramente suggerito che il metodo è ben accetto dalla maggior parte delle donne. Anche se il 41% riteneva noiosa la procedura, solo il 7,5% di esse ha riportato un'esperienza negativa con il metodo. Ci sono molte indicazioni a riguardo che indicano che il metodo possa essere impiegato nello studio e nella gestione dei problemi di fertilità. Oltre a ciò, si prevede che lo sviluppo di nuovi apparecchi elettronici permetta l'incorporazione dei dati pertinenti alla fertilità e potrebbe inoltre migliorare l'attendibilità, l'accettabilità e l'applicazione della registrazione della temperatura basale nella scoperta della fertilità. 

 

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